Per quanto riguarda la categoria Miglior attrice, le previsioni di settembre vengono seriamente ribaltate con delle interessanti novità. Anche se Carey Mulligan (Suffragette) e Saoirse Ronan (Brooklyn) continuano ad essere menzionate in una potenziale cinquina, nuovi nomi vengono segnalati dagli addetti del settore. In particolare sembra aver particolarmente incantato la critica Brie Larson nel suo ruolo in Room in cui interpreta una donna che vive la sua vita imprigionata in una stanza assieme a suo figlio. Per l’attrice e cantautrice statunitense si tratterebbe della prima nomination agli Oscar dopo aver collezionato una serie di flop al botteghino. Segue Charlotte Rampling che finalmente conquisterebbe la sua prima nomination agli Oscar dopo una lunga carriera di successo, tra cui spicca senza dubbio Il Portiere di Notte di Liliana Cavani. La Rampling potrebbe essere candidata per il suo ruolo in 45 anni, per cui ha già vinto il premio come miglior attrice protagonista all’ultimo Festival di Berlino. Nel film la vediamo misurarsi con le problematiche di una coppia che è costretta suo malgrado ad affrontare le conseguenze di una morte inaspettata, quella della precedente compagna di suo marito. Mentre Marion Cotillard (Macbeth) e Jennifer Hudson (Joy) che sembravano favorite fino al mese scorso, devono cedere il passo alla “nuova” Meryl Streep, Cate Blanchett che nonostante i suoi 2 Oscar vinti come supporter per The Aviator e miglior attrice per Blue Jasmine ha ben due film per cui potrebbe essere nuovamente candidata all’Oscar: Carol e Truth. Quest’ultimo sembra aver riscontrato particolare interesse da parte della ciritica americana che ha elogiato la sua intepretazione di Mary Mapes giornalista e produttrice televisiva che per anni ha lavorato alla trasmissione della CBS “60 minutes”, al fianco del noto anchorman Dan Rather (Robert Redford). ll film narra le vicende che hanno portato al controverso caso, noto come “Rathergate”, sui presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per andare alla Guardia Nazionale anziché in Vietnam. Una storia non confermata che, emersa nel 2004, a due mesi dalle elezioni presidenziali americane, ha poi provocato le dimissioni di Rather e il licenziamento di Mapes, portando tutta la CBS News ad un passo dal collasso.