Non tutti sanno che la carriera dell’attrice australiana Cate Blanchett è iniziata proprio “grazie” ad un Oscar “non vinto”. Accadeva nel I998 quando gli Academy Awards assegnarono il premio per la miglior attrice a Gwynet Paltrow per Shakespeare in Love, favorita almeno quanto Cate (avevano vinto entrambi il Golden Globe) che aveva colpito la critica e il pubblico per la sua straordinaria interpretazione nel film Elizabeth.

Da allora se la Paltrow si è persa un pò per strada, Cate ha iniziato a collezionare successi e nomination, oltre a 2 meritatissimi Oscar.

 

blanchett-award-season-blogDal personaggio di Katherine Hepburn in The Aviator di Martin Scorsese che le fa conquistare l’Oscar come miglior attrice non protagonista, al ruolo scabroso e toccante di professoressa di Diario di uno scandalo accanto a Judi Dench che le permette di conquistare una terza nomination agli Oscar, passando per l’interpretazione di Bob Dylan nel film Io non sono qui, e al secondo capitolo di Elizabeth, The Golden Age che le fa conquistare nel 2008 la sua 5 nomination agli Oscar nella categoria miglior attrice (poi vinto da Marion Cotillard per La vie en rose), fino alla sua impeccabile interpretazione nel film di Woody AllenBlue Jasmine” ispirata alla Blanche di Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams che le permette di conquistare il suo secondo Oscar.

50507_pplQuest’anno la critica è davvero imbarazzata, dato che ci sono ben due film che la vedono protagonista, laddove è sempre all’altezza dei ruoli che interpreta. Difficile dire in quale dei due sia stata più brava.

Da un lato il nuovo film di Todd Haynes, Carol, con cui omaggia ancora una volta il melodramma cinematografico di Douglas Sirk come aveva fatto con Julianne Moore in Lontano dal Paradiso. Qui Cate interpreta una donna aristocratica nella New York degli anni Cinquanta che finisce per invaghirsi di una ragazza di diciannove anni, la talentuosa Rooney Mara.

maxresdefaultDall’altro c’è il film che ha interpretato al fianco di Robert Redford, Truth che porta sul grande schermo la vicenda del cosiddetto Rathergate in stile “Tutti gli uomini del presidente” che racconta della storia seguita da una giornalista e dal conduttore Dan Rather su presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per andare alla Guardia Nazionale anziché in Vietnam negli anni della guerra.

 

Sono molti a credere che alla fine sarà la sua interpretazione in Carol a prendere il sopravvento ai prossimi Oscar, tanto più che ha appena ricevuto una nomination agli Independent Spirit Award dove dovrà vedersela con l’altra vincitrice annunciata, Brie Larson per Room.