In attesa che l’Anica scelga il rappresentante italiano per la corsa agli Oscar 2018 (sperando che non faccia lo stesso errore dell’anno passato, magari questa volta optando per un film che abbia effettive potenzialità di vittoria come Sicilian Ghost Story scritto e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza) si scaldano i motori per ciò che concerne la categoria miglior film straniero il cui regolamento è tra i più complessi e contorti degli Academy Awards. Insomma vincere in questa categoria è davvero difficile non solo perché bisogna superare una concorrenza agguerritissima con più di 100 pellicole ognuna rappresentante del proprio Paese, ma soprattutto perché non tutti i film vengono visionati con la giusta attenzione ma solo quelli che accumulano premi e partecipazioni ai Festival internazionali. Da questo punto di vista avere dalla propria parte un distributore potente come la Weinstein Company significa avere buona possibilità di entrare almeno nella semifinale a 9 da cui usciranno i 5 candidati agli Oscar (vedi il caso del film La vita è bella di Roberto Benigni). 

Quali sono i Paesi che possono aspirare ad una nomination agli Oscar nella categoria miglior film straniero?

THE SQUARE (SVEZIA): un ritratto della società moderna vista attraverso gli occhi di un curatore di un museo d’arte.

Pellicola diretta da Ruben Östlund e vincitrice della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes. Per la Svezia si tratterebbe della sua 16 nomination dopo aver portato in patria ben 3 Oscar per questa categoria grazie al contribuito del maestro Ingmar Bergman (La fontana della Vergine, Come in uno specchio, Fanny e Alexander)

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A FANTASTIC WOMEN (CILE): la diversità sessuale come metafora per raccontare il cambiamento della società civile cilena

Film diretto da Sebastián Lelio, già vincitore dell’Orso d’argento a Berlino per la miglior sceneggiatura oltre al Teddy Award per il miglior film premio assegnato durnte la manifestazione tedesca a film con soggetti legati a tematiche LGBT. Per il Cile si tratterebbe della sua 2 nomination dopo quella ottenuta nel 2013 per No – I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larrain che ogni anno tenta di entrare nella cinquina senza mai riuscirci (nel 2016 e nel 2017 ha proposto Il club e Neruda).

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PER PRIMO HANNO UCCISO MIO PADRE (Cambogia): una denuncia sociale sugli anni terribili legati al regime mortale di Khmer Rossi

Pellicola diretta dall’attrice e regista premio Oscar Angelina Jolie e presentata al Telluride Film Festival e al Toronto International Film Festival. Per la Cambogia si tratterebbe della sua 2 nomination dopo quella ottenuta nel 2014 per The Missing Picture di Rithy Panh. Questo film è l’adattamento dell’omonimo libro, che racconta le memorie della scrittrice e attivista cambogiana Loung Ung, sopravvissuta durante il regime mortale dei Khmer Rossi dal 1975 al 1978.

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HAPPY END (Austria): una parabola cinica e realista sull’indifferenza sociale in merito all’immigrazione

Pellicola diretta dal regista premio Oscar Michael Haneke con protagonisti Jean-Louis Trintignant e Isabelle Huppert. Per l’Austria si tratterebbe della sua 5 nomination agli Oscar dopo averne vinti due: nel 2008 con Il falsario – Operazione Bernhard e nel 2013 con Amour. E’ stato selezionato per partecipare all’ultimo Festival di Cannes ed è stato candidato come miglior film al recente Sydney Film Festival

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IN THE FADE (Germania): un’analisi spietata sulle mutazioni della nostra società carica di dolore e di vendetta

Film diretto da Fatih Akin e presentato con successo all’ultimo Festival di Cannes, alla fine del quale l’attrice tedesca Diane Kruger ha vinto il premio come miglior attrice. Con questo film la Germania vuole riscattarsi dopo lo “scippo” dell’anno scorso, quando il suo film Toni Erdmann dato per favorito fino ad un mese prima è stato poi soppiantato dalla pellicola di Asghar Farhadi Il cliente, le cui quotazioni sono salite proprio dopo il diktat di Trump verso coloro che provenivano da Paesi “ostili” come l’Iran.  Per la Germania si tratterebbe della sua 20 nomination agli Oscar dopo aver conquistato ben 3 Oscar per questa categoria (Il tamburo di latta, Nowhere in Africa, Le vite degli altri)

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