Per la corsa agli Oscar 2019 nella categoria miglior film in lingua straniera l’Italia può contare sul meraviglioso film di Matteo Garrone, Dogman, scelto come proprio rappresentante dall’ANICA in una rosa di auto-candidature. Una felice decisione considerando l’attenzione riservata alla pellicola nelle proiezioni americane (non ultima quella al Telluride Film Festival dove il film è stato accolto da un clamoroso applauso).

dogman oscar

Con questa scelta l’ANICA, che ha il compito di riunire annualmente la Commissione impegnata a scegliere il film da portare agli Oscar, è riuscita ad intercettare la forte considerazione internazionale riservata alla pellicola di Garrone che con il suo lavoro può rappresentare al meglio la nostra cinematografia nazionale.

miglior film straniero

In passato però la scelta del film italiano da proporre per la selezione degli Oscar è stata costellata di errori di valutazione, trainati dalla superficiale convinzione che si dovesse scegliere il miglior film solamente in base al suo merito artistico mentre in realtà ci sono altre dinamiche che vanno prese in considerazione. Tra queste spicca sicuramente l’impatto della tematica centrale della pellicola sugli Academy le cui sensibilità sono molto diverse da quelle europee come pure le aspettative della critica americana verso le nostre produzioni.

In tal senso prima dell’annuncio della candidatura italiana i principali siti americani prevedevano un testa a testa proprio tra Dogman e Lazzaro Felice di Alice Rorwacher, quest’ultimo oggetto di forte interesse da parte dei distributori americani e non solo (non è un caso che sarà nel catalogo Netflix per il Nord America e l’America Latina).

dogman film

Attualmente Dogman ha al suo attivo un premio come miglior attore (Marcello Fonte) all’ultimo Festival di Cannes, 8 Nastri d’argento tra cui miglior film e miglior regia, oltre al premio come miglior film internazionale al Jerusalem Film Festival. Se per Garrone potrebbe essere la sua prima nomination dopo averci provato nel 2009 con Gomorra ma senza alcun successo, per l’Italia potrebbe arrivare la 29 esima candidatura dopo averlo vinto ben 11 volte: La strada, Le notti di Cabiria, 8 e mezzo, Ieri, oggi e domani, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Il giardino dei Finzi Contini, Amarcord, Nuovo cinema Paradiso, Mediterraneo, La vita è bella, La grande bellezza.

Partendo dal fatto che la categoria del miglior film straniero è la più difficile di tutte per via del suo intricato e complesso regolamento, quest’anno abbiamo buone possibilità di entrare nella cinquina, anche se i contendenti sono di altissimo livello. Ecco di seguito la lista dei 5 film favoriti ad ottenere una nomination nella categoria del miglior film in lingua straniera:

Oscar 2019, quali sono gli sfidanti dell’Italia per il miglior film straniero?

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5. Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-Eda (Giappone): vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, Shoplifters (titolo americano) incentrato sulle difficoltà economiche e sociali di una famiglia giapponese contemporanea potrebbe far conquistare al Giappone la 13 esima candidatura agli Oscar dopo averlo vinto nel 2009 per Departures di Yōjirō Takita

capernaum

4. Capernaum di Nadine Labaki (Libano): vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes, Capernaum potrebbe portare al Libano per la categoria miglior film straniero una seconda nomination agli Oscar dopo quella ottenuta l’anno scorso per il film L’insulto. Nel film la regista Labaki racconta la storia inusuale ma tenera di un giovane pronto a denunciare i propri genitori per averlo messo al mondo dato che non accetta la vita che gli è stata donata.

cold war

3. Cold War di Paweł Pawlikowski (Polonia): presentato con successo all’ultimo Festival di Cannes dove ha vinto il premio per miglior regia, Cold War ha tutti i numeri per ottenere la nomination, forte del grande consenso internazionale di cui gode Pawel Pawlikowski già vincitore dell’Oscar nel 2015 per il film Ida. Nel film realizzato in uno splendido bianco e nero e in un formato 4/3 si racconta l’amore come fosse una interminabile guerra a distanza. Per la Polonia si tratterebbe della sua 11 esima nomination nella storia di questo premio.

roma cuaron

2. Roma di Alfonso Cuaron (Messico): il Leone d’Oro conquistato all’ultimo Festival di Venezia ha contribuito a rafforzare la sua possibile candidatura agli Oscar nella categoria miglior film straniero in rappresentanza del Messico, suo Paese d’origine che nel corso del tempo ha conquistato per questa categoria la candidatura ben 8 volte, ma senza mai vincerlo. Sarà la volta buona?

sunset

1. Sunset di Lazlo Nemes (Ungheria): forte del consenso internazionale ottenuto all’ultimo Festival di Venezia con la vittoria del premio FIPRESCI, Sunset, considerato uno dei grandi favoriti di questa categoria, è ambientato a Budapest sull’orlo della prima guerra mondiale e racconta il tramonto personale e collettivo di una generazione che stava perdendo la sua umanità. Se per Nemes si tratterebbe della sua seconda nomination dopo aver già vinto la statuetta nel 2016 per il miglior film straniero con il dramma sull’Olocausto Il figlio di Saul, per l’Ungheria si tratterebbe della sua 11 esima nomination tra le quali spicca quella che ha portato nel 1982 alla vittoria di István Szabó per Mephisto.