Annunciati i vincitori degli ambitissimi Producers Guild of America Awards , i premi con cui annualmente il sindacato dei produttori, elegge le migliori produzioni cinematografiche e televisive, anticipando i verdetti degli Academy Awards. Infatti quasi sempre (20 volte su 28 edizioni per il miglior film, 9 volte su 13 edizioni per il lungometraggio d’animazione) il vincitore dei PGA Awards corrisponde al vincitore dell’Oscar nella categoria miglior film. Tale convergenza deriva dalla tipologia dei membri votanti dato che molti produttori appartenenti a questo sindacato, sono anche membri degli Academy Awards.

Chi ha vinto il prestigioso Producers Guild Award 2019?

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Nella categoria miglior film d’animazione ha vinto come previsto la pellicola favorita ai prossimi Oscar, Spider-Man: Into the Spider-Verse di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman per la Sony Pictures Animation. Questo riconoscimento si aggiunge al Golden Globe e al Critics’ Choice Award, e agli altri numerosi premi assegnati durante l’Award Season, creando un forte distacco dai suoi rivali, L’isola dei cani e Gli incredibili 2, in vista degli Oscar 2019.

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MIGLIOR DOCUMENTARIO

Nessuna sorpresa neanche nella categoria miglior documentario dove ha vinto Won’t You Be My Neighbor? di Morgan Neville dopo aver letteralmente dominato la Stagione dei Premi vincendo un numero impressionante di riconoscimenti tra cui il Washington Film DC Area Critics Association Award, il Philadelphia Film Critics Circle Awards, il Boston Society of Film Critics Award e l’Online Film Critics Society Award. Il PGA Award vinto rafforza la sua leadership per i prossimi Oscar.

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MIGLIOR FILM

Con la vittoria di Green Book di Peter Farrelly risulta chiaro quale sarà la vera sfida per il miglior film ai prossimi Oscar dato che il favorito dei Producers Guild Awards era inizialmente Roma, la pluripremiata pellicola di Alfonso Cuaron, che aveva dalla sua parte un numero impressionante di premi conquistati durante l’Award Season, tra cui spiccano: 4 Satellite Awards (miglior film straniero, miglior regia, miglior montaggio, miglior sceneggiatura originale), 3 National Society of Film Critics Awards (miglior regia, miglior fotografia, miglior film straniero), 2 Golden Globe (miglior regia, miglior film straniero), 4 Critics’ Choice Awards (miglior film, miglior film straniero, miglior regia, miglior fotografia). Su questa lunghezza d’onda Green Book come miglior film aveva vinto il Golden Globe oltre ad alcuni premi assegnati dalle associazioni dei critici americani come il National Board of Review, il Phoenix Film Critics Society Award, il North Texas Film Critics Association Award e il Nevada Film Critics Society Award.

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Con questo verdetto si incrinano le certezze su una possibile vittoria di Roma nella categoria miglior film, dato che sarebbe la prima volta per un film non in lingua inglese a vincere il premio più importante. Ragion per cui questa pellicola messicana potrebbe comunque portarsi a casa ben 3 Oscar e quindi la miglior regia, la miglior fotografia, il miglior film straniero, e lasciare alla pellicola americana Green Book il premio più ambito anche se le recenti polemiche innescate dalla famiglia del personaggio interpretato da Mahershala Ali potrebbero incidere negativamente sul verdetto degli Academy dato che la pellicola è stata accusata di razzismo per non aver raccontato la trama dal punto di vista del personaggio afro.

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Non resta che aspettare la Notte del 24 febbraio per scoprire chi vincerà l’Oscar 2019 nella categoria miglior film. Gli Academy si lasceranno influenzare ancora una volta dal sindacato dei produttori?