Per scoprire quale regista vincerà l’Oscar 2019 nella categoria miglior regia bisogna seguire l’andamento dell’Award Season, e cioè la stagione dei premi che ogni anno anticipa i gusti e le tendenze degli Academy Awards, comunemente chiamati Oscar. Tale previsione viene elaborata incrociando i verdetti dei principali festival cinematografici (Venezia, Cannes, Telluride, Toronto), con i vincitori dei Gotham Awards, degli Hollywood Film Awards, dei National Board of Review, dei British Independent Film Awards, dei Satellite Awards, dei National Society of Film Critics Awards, dei Golden Globe, dei Critics Choice Awards, dei Directors Guild of America Awards, dei BAFTA, degli Spirit Awards e di oltre 50 premi assegnati dalle associazioni dei critici americani.

1. Alfonso Cuaron (Roma): dopo la conquista del Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia è iniziata per Cuaron la corsa agli Oscar. In tal senso sulla carta ha letteralmente blindato questa categoria dopo aver vinto un numero impressionante di premi tra cui il Directors Guild of America Award, il Golden Globe, il Satellite Award, il National Society of Film Critics Award, il Critics Choice Award, il BAFTA A questi premi si aggiungono tutti quelli assegnati dalle associazioni dei critici americani: il New York Film Critics Circle Award, il Washington Film DC Area Critics Association Award, l’Atlanta Film Critics Circle Award, il Chicago Film Critics Association Award, il Toronto Film Critics Association Award, il New York Film Critics Online Award, l’Online Association of Female Film Critics Award, il Las Vegas Film Critics Society Award, il Kansas City Film Critics Circle Award, il St. Louis Film Critics Association Award, l’Indiana Film Journalist Association Award, lo Utah Film Critics Association Award, il Phoenix Critics Circle Award, il Dallas Fort-Worth Film Critics Association Award, il Seattle Film Critics Society Award, il Southeastern Film Critics Association Award, il Phoenix Film Critics Society Award, il North Texas Film Critics Association Award, il Nevada Film Critics Society Award, il Florida Film Critics Circle Award, l’ Oklahoma Film Critics Circle Award, l’Online Film Critics Society Award, il North Carolina Film Critics Association Award, il Columbus Film Critics Association Award, il Houston Film Critics Society Award, lo Iowa Film Critics Association Award, il Georgia Film Critics Association Award, il Denver Film Critics Society Award.

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2 – Spike Lee (BlacKkKlansman): ha ottenuto la prima nomination agli Oscar della sua carriera come miglior regista per il film BlacKkKlansman con cui ha già vinto il Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes. Ha al suo attivo un Oscar onorario per la sua carriera ottenuto nel 2016. Per questo film ha ottenuto la nomination come miglior regista ai Satellite Awards, ai Golden Globe, ai Critics’ Choice Awards, e ai Directors Guild of America Awards. Ha al suo attivo il Los Angeles Online Film Critics Society Award e il San Francisco Film Critics Circle Award.

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3 – Adam McKay (Vice): grazie alla nomination conquistata ai Golden Globe come miglior regista McKay è riuscito ad ottenere la seconda nomination agli Oscar come best director, dopo aver vinto la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale per La Grande Scommessa. Ha al suo attivo anche la candidatura ai Critics’ Choice Awards e ai Directors Guild of America Awards.

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4 -Yorgos Lanthimos (La Favorita): per Lanthimos, regista controverso per i suoi film estremi dalla poetica indecifrabile, è arrivata la consacrazione che merita nonostante la sua esclusione sia dai Golden Globe che dai Directors Guild of America Awards. Per il suo appassionante lavoro nel film La Favorita ha già vinto il Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Venezia, il British Independent Film Award, il New Mexico Film Critics Association Award oltre ad aver conquistato la nomination ai Satellite Awards e ai Critics’ Choice Awards come miglior regista.

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5 – Pawel Pawlikowski (Cold War): il regista polacco, già premio Oscar per Ida nella categoria miglior film straniero, ha ottenuto la nomination come miglior regista per il film Cold War che ha al suo attivo anche quelle per la miglior fotografia e il miglior film in ligua straniera. La sua nomination è già una vittoria data la sua esclusione dai Directors Guild of America Awards. In compenso poteva contare sul premio per la miglior regia vinto all’ultimo Festivsl di Cannes.

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ESCLUSI

Bradley Cooper (A star is born): la sua prova da regista è stata molto apprezzata dalla critica americana per aver dato nuova linfa a questo remake che è stato portato sul grande schermo per ben tre volte. Eppure nonostante il National Board of Review e la candidatura ai Satellite Awards, ai Critics’ Choice Awards, ai Golden Globe e una doppia nomination ai Directors Guild of America Awards (anche quella come miglior regista esordiente), Cooper non è riuscito ad ottenere la nomination all’Oscar come miglior regista.

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Peter Farrelly (Green Book): non è arrivata neanche la nomination per Peter Farrelly nonostante la candidatura ottenuta ai Satellite Awards, ai Golden Globe e ai Directors Guild of America Awards.

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Barry Jenkins (If Beale Street Could Talk): come era prevedibile fuori dai giochi anche il regista del film premio Oscar Moonlight, per l’adattamento del romanzo If Beale Street Could Talk (Se la strada potesse parlare) scritto da James Baldwin dopo l’esclusione dai Golden Globe, dai Critics’ Choice Awards, e dai Directors Guild of America Awards. In compenso ha al suo attivo per questo film come miglior regista l’Independent Spirit Award, oltre ad aver vinto l’Austin Film Critics Association Award, il Philadelphia Film Critics Circle Award e il Greater Western New York Film Critics Association Award

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Damien Chazelle (First Man): come previsto per l’enfant prodige di Hollywood non è arrivata la seconda nomination agli Oscar per il suo lavoro in First Man per cui ha vinto l’Hollywood Film Award come miglior regista, dato che non aveva particolarmente brillato durante l’Award Season, con la sola candidatura ai Critics’ Choice Awards, dopo essere stato snobbato sia dai Satellite Awards, che dai Golden Globe e dai Directors Guild of America Awards.

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